|
|
. |

Il passato che ritorna.
Una cena tra vecchi amici, tutti accomunati dalla giovane età e da una morbosa passione per il mondo della musica, in particolare, per le note di un gruppo new wave degli anni ‘70-’80 - i Joy Division - ed il suo cantante e paroliere Ian Curtis.
Un assassino che uccide le proprie vittime in circostanze misteriose, seguendo un macabro rituale…
Un mondo surreale e criptico che ruota intorno al locale milanese Disorder.
Troppe domande senza risposta.
Tocca al vicecommissario della sezione omicidi - “Luc” Narducci - fare luce sugli omicidi per evitare altre vittime; ma l’assassino ha capito: semina ingannevoli tracce e sparisce proprio quando tutti sono certi di averlo finalmente incastrato. La sua identità resterà in bilico fino alle ultime pagine, ovvero, fino al colpo di scena che sancirà l’epilogo della vicenda.
A tratti musicale, in coerenza con la trama, a tratti cruda e di forte impatto, la scrittura dell’autrice s’impone senza togliere spazio o vitalità alla vicenda e ai suoi principali attori.
Marina Crescenti utilizza in maniera brillante tutti gli elementi fondanti del genere giallo; guidata da una serie di delitti messi in atto da un omicida seriale, la trama si dipana infatti attraverso una magistrale concatenazione di false piste, tensioni e sospetti che accompagnano il lettore nel pieno dell’azione, portandolo al colpo di scena finale e alla soluzione del mistero.
La lettura non risulta mai appesantita, grazie all’inserimento di alcune sottostorie che, pur non spezzando il ritmo narrativo globale, allentano la tensione della vicenda principale. Ciò permette al lettore di riprendere fiato e all’autrice di “costruire” i suoi personaggi, delineando elementi psicologici utili a caratterizzare non solo le due figure chiave del commissario Narducci e dell’assassino, bensì anche quelle dei coprotagonisti, sempre nel vivo dell’azione.
La struttura narrativa poggia, peraltro, su una rara capacità di dominare gli argomenti scientifici trattati, il che contribuisce ad incrementare il realismo e la coerenza degli eventi.
Costruita, infine, con la tecnica soggettiva affidata alla voce narrante del vicecommissario Narducci, affiancata a tratti da una voce esterna che segue le azioni e i pensieri dell’omicida, la struttura narrativa permette al lettore di entrare pienamente nella storia, preda delle sfaccettature che animano le componenti psicologiche dei personaggi centrali del romanzo
|
|
APPUNTAMENTI IN GIALLO CON L'AUTRICE
E’ troppo sangue anche per me – di Marina Crescenti
Martedì 27 dicembre alle 18.30
Book Caffè Primo Moroni – Via Quarto dei Mille 29 – Pescara
Incontro con l’autrice di origini pescaresi Marina Crescenti
modera: Fabrio Ciminiera
In giungo, il mio terzo romanzo con il commissario Narducci. Il titolo: "E' troppo sangue anche per me".

E' IN EDICOLA IL SUPERGIALLO MONDADORI "EROS E THANATOS" CON IL MIO RACCONTO "FALSA MEMORIA"!

Joy
di Marina Crescenti – Fratelli Frilli, pp. 343, euro 13,50
Recensione su "Rumore" di ottobre 2008
Lo dico subito: non sono né un esperto né un appassionato di noir. Mi sono avvicinato a Joy perché sapevo che al centro della vicenda (o ai suoi margini, dipende dal punto di vista) c’era l’universo Joy Division. Il classico specchietto per le allodole? Non direi. I Joy Division c’entrano, eccome, ma la storia vive di vita sua e si regge a prescindere dalla band di Ian Curtis, che è comunque evocata e, perché no, devotamente celebrata. L’intuizione della Crescenti sta nell’ambientare oggi e nel far vivere ad un gruppo di giovani una vicenda ricca di richiami al passato (i Joy Division, la musica post-punk, l’estetica dark) rendendola fruibile anche da chi, all’epoca di Unknown Pleasures e Closer, ancora non era venuto al mondo. Trattasi di un noir dalla struttura tradizionale, perciò mi astengo dallo scendere nei dettagli della trama. Mi preme ribadire, piuttosto, l’aria malsana che si respira tra le sue pagine. La cintura milanese nel suo plumbeo grigiore fa da sfondo ideale ad una vicenda angosciosa, se dovessimo immaginare una colonna sonora la scelta cadrebbe, non a caso, su brani come She’s Lost Control o Atrocity Exhibition. In sintesi: suoni cupi per una storia cupa, davvero ben scritta.
Come Ian Curtis cantava la morte, le pagine di Joy la descrivono, con minuzia di particolari e un’esasperata ricerca dell’atmosfera. Un libro contorto, com’era nelle intenzioni dell’autrice. E riuscito.
LUCA FRAZZI
Recensione su "Rockerilla" di novembre 2008
Se perdere il conto dei morti ammazzati è un rischio al quale si va spesso incontro nella letteratura poliziesca, Marina Crescenti complica ancor di più quel calcolo entrando a gamba tesa su un’icona della musica new wave e sbatacchiandola per oltre trecento pagine fra brandelli di biografia e scampoli di canzoni in un allucinante mix di spleen e orrore.
Il nuovo caso del suo commissario Narducci si presenta di fatto come l’omaggio più eterodosso alla memoria di Ian Curtis che ci si potesse aspettare a quasi trent’anni dalla sua scomparsa, una storia avvinghiata così strettamente alla sua figura da stritolare ogni personaggio.
Buon per loro che la scrittura sia agile e spiritosa abbastanza da distinguerli dai tanti investigatori-scienziati delle serie tv.
ELIO BUSSOLINO
Recensione su "FILM TV" di febbraio 2009
NEW WAVE IN GIALLO. Nascondere dietro a un idolo il dolore. Leggere nelle parole e nei gesti altrui il senso
della propria vita, trovarvi la soluzione (drammatica) a un’inquietudine antica. Di questo parla Joy. Un altro caso a Milano per il commissario Narducci (Frilli Editore,
pp. 200, euro 13,50), il nuovo romanzo di Marina Crescenti, ex tennista, laureata in Economia con la passione per la criminologia. E i dialoghi sono davvero serrati come scambi tra grandi campioni, le indagini sono avvincenti ricerche dei dettagli mescolate alla crescente consapevolezza di un disegno più grande, freddo e oscuro. Tutto nell’ombra
e all’ombra della fragile e controversa figura di Ian Curtis, leader dei Joy Division, morto suicida a 23 anni. Ambientato a Milano, questo giallo scorre veloce tra atmosfere new wave, personaggi ricchi e inconsueti, tradimenti e segreti.
ARIANNA CANTONI
|